Clicca sulle tappe per rivivere il diario giorno per giorno
Lasciamo Kos alle nostre spalle per iniziare questa nuova avventura. Dopo appena un’ora di navigazione il vento aumenta fino a 30 nodi al lasco e il catamarano prende vita, regalando subito le prime emozioni a tutto l’equipaggio.
Navighiamo fino a sud di Nisos Gyali, in una rada isolata dove gettiamo l’ancora lontani da tutto. Il mare calmo, il silenzio e la voglia di scoprire cosa ci aspetterà nei prossimi giorni fanno da cornice al primo tramonto, la prima bottiglia stappata, la prima notte in rada della settimana.
Oggi lasciamo il mare per seguire il richiamo della terra.
La nostra destinazione è Nisyros, l’isola del vulcano. Basta una telefonata a Popi e, in un batter d’occhio, il parco mezzi è pronto: quattro beach buggy, un’auto e un quad.
Che spettacolo!
Sembriamo bambini al parco giochi. Tra curve e tornanti raggiungiamo il vulcano.
La fumarola di Stefanos ci accoglie con il suo odore intenso di zolfo. Il paesaggio cambia continuamente: da lunare e brullo a dolcemente disegnato dai terrazzamenti di ulivi. La natura aspra si mescola al tentativo dell’uomo di domarla.
Nel grande anfiteatro del cratere Mauro recita un passo dell’Odissea. In questo luogo le sue parole sembrano trovare la loro casa.
Scendiamo sul fondo del cratere. Il calore sale dai piedi, lo zolfo si fa più intenso e ci ricorda che, sotto di noi, la terra continua a respirare.
Lasciamo il vulcano alle nostre spalle e risaliamo fino a Nikia. Spettacolare paesino greco bianco e azzurro.
Da quassù il panorama è immenso: il cratere, il mare e le isole si fondono in un unico sguardo che corre fino all’orizzonte.
Dopo tanta bellezza è il momento di pensare anche allo stomaco. Su consiglio di Popi ci fermiamo al ristorante Balcon, un terrazzo affacciato sul vulcano.
Come sempre gli occhi ordinano più delle nostre pance… ma questa volta riusciamo a fare onore a tutto. 🍽️
La giornata, però, è ancora lunga. Risaliamo sui beach buggy e, con la colonna sonora di Bud Spencer che accompagna il viaggio, raggiungiamo la spiaggia per un bagno rigenerante. 🏖️
Sulla strada del ritorno una sosta è d’obbligo. Una bottiglia di Ouzo non può mancare: bisogna pur integrarsi con i prodotti locali! 🥃
L’ultima sorpresa della giornata è Mandraki. Un piccolo gioiello dove il mare arriva a sfiorare il corso principale e gli spruzzi raggiungono i tavolini dei locali.
Il sole è ormai basso e regala una luce che rende tutto ancora più bello.
Rientriamo in porto stanchi, sorridenti e con quella piacevole sensazione di aver vissuto una giornata piena.
Di quelle che sembrano non finire mai. ⛵💙
Oggi lasciamo il mare per seguire il richiamo della terra.
La nostra destinazione è Nisyros, l’isola del vulcano.
Basta una telefonata a Popi e, in un batter d’occhio, il parco mezzi è pronto: quattro beach buggy, un’auto e un quad.
Che spettacolo!
Sembriamo bambini al parco giochi. Tra curve e tornanti raggiungiamo il vulcano.
La fumarola di Stefanos ci accoglie con il suo odore intenso di zolfo. Il paesaggio cambia continuamente: da lunare e brullo a dolcemente disegnato dai terrazzamenti di ulivi. La natura aspra si mescola al tentativo dell’uomo di domarla.
Nel grande anfiteatro del cratere Mauro recita un passo dell’Odissea. In questo luogo le sue parole sembrano trovare la loro casa.
Scendiamo sul fondo del cratere. Il calore sale dai piedi, lo zolfo si fa più intenso e ci ricorda che, sotto di noi, la terra continua a respirare.
Lasciamo il vulcano alle nostre spalle e risaliamo fino a Nikia. Spettacolare paesino greco bianco e azzurro.
Da quassù il panorama è immenso: il cratere, il mare e le isole si fondono in un unico sguardo che corre fino all’orizzonte.
Dopo tanta bellezza è il momento di pensare anche allo stomaco.
Su consiglio di Popi ci fermiamo al ristorante Balcon, un terrazzo affacciato sul vulcano.
Come sempre gli occhi ordinano più delle nostre pance… ma questa volta riusciamo a fare onore a tutto. 🍽️
La giornata, però, è ancora lunga.
Risaliamo sui beach buggy e, con la colonna sonora di Bud Spencer che accompagna il viaggio, raggiungiamo la spiaggia per un bagno rigenerante. 🏖️
Sulla strada del ritorno una sosta è d’obbligo.
Una bottiglia di Ouzo non può mancare: bisogna pur integrarsi con i prodotti locali! 🥃
L’ultima sorpresa della giornata è Mandraki.
Un piccolo gioiello dove il mare arriva a sfiorare il corso principale e gli spruzzi raggiungono i tavolini dei locali.
Il sole è ormai basso e regala una luce che rende tutto ancora più bello.
Rientriamo in porto stanchi, sorridenti e con quella piacevole sensazione di aver vissuto una giornata piena.
Di quelle che sembrano non finire mai. ⛵💙
Il bagno prima di colazione è ormai un rito. 🌊
Non si salpa senza il primo tuffo della giornata.
Poi si issano le vele. La prua è diretta verso Symi e, durante la traversata, Greta si destreggia con una vera e propria lezione di nodi marinareschi per tutto l’equipaggio. Tra gasse, parlati e savoie, il tempo scorre veloce. ⛵
La nostra prima sosta è la baia di Lapathos.
Lo scenario è sorprendente. Per un attimo sembra di essere in un lago di montagna: abeti e cipressi arrivano quasi fino al mare, incastonati in un’acqua turchese che cambia temperatura a ogni bracciata. A tratti è tiepida, a tratti sorprendentemente fresca. Probabilmente ci sono sorgenti che alimentano la baia. 🌿💙
Ogni angolo della Grecia ha una sua anima.
Riprendiamo la navigazione verso la rada scelta per la notte ma, leggendo qualcosa in più su Simi, scopriamo che poco distante si trova Panormitis, importante meta di pellegrinaggio dedicata a San Michele Arcangelo e legata alla sua antica Linea Sacra.
Il richiamo è forte.
Ci guardiamo e la decisione è unanime.
Ancoriamo e scendiamo a terra. ⚓
Sarà un caso... oppure il caso non esiste?
Ad accoglierci, nel piccolo porto, ci sono ancora una volta le capre, quasi fossero le vere custodi di quest’isola. 🐐
Il monastero ci appare in tutta la sua bellezza, semplice e solenne allo stesso tempo. Al suo interno è custodita la celebre icona di San Michele, rivestita d’argento e da secoli meta di pellegrinaggio per chi cerca protezione e guida nel proprio cammino. ✨
Lasciamo Panormitis con una piacevole sensazione di pace.
Il sole sta ormai scendendo e riprendiamo il mare verso la nostra rada notturna. 🌅
Anche oggi la Grecia è riuscita a sorprenderci, ricordandoci che il viaggio più bello è spesso quello che non avevamo programmato. 💙
Il bagno del mattino è ormai un rito irrinunciabile. Solo dopo il primo tuffo si salpa, direzione alcune delle baie più rinomate di Simi.
Ma questa volta non siamo soli.
Dopo giorni trascorsi in rade quasi deserte, ritrovarsi in baie affollate ci fa capire quanto ci siamo abituati al silenzio. Così continuiamo a spostarci, di baia in baia, alla ricerca del nostro angolo di pace.
Sole, mare, natura. Nient'altro.
La baia di San Giorgio ci accoglie con le sue alte pareti di roccia a picco sul mare. Uno scenario che, ancora una volta, ricorda più la montagna che un'isola greca.
Nel primo pomeriggio decidiamo di salpare verso il porto di Symi. I posti barca sono pochi e arrivare con un po' di anticipo è sempre una buona idea.
Siamo fortunati. Riusciamo a occupare gli ultimi posti disponibili.
Ma facciamo un passo indietro.
La navigazione è trascorsa tra una lezione e l'altra di nodi marinareschi. Parlato, piano, gassa d'amante... Greta si è trasformata in una perfetta istruttrice e, con pazienza, ha coinvolto tutto l'equipaggio. Dire che ci ha fatto esercitare è poco! 😂
Ed eccoci finalmente a Simi.
Un piccolo gioiello di case color pastello, tutte simili eppure tutte diverse, adagiate ad anfiteatro sul porto. Qui si attracca praticamente nel cuore del paese. Ed è proprio questo uno dei tanti aspetti che amo della Grecia: ormeggi la barca, attraversi la strada e sei già tra taverne, negozietti e vicoli da esplorare.
«Ragazze, saliamo?»
La Chri, con un navigatore probabilmente impostato sulla modalità trail, ci conduce fino alla parte alta del paese. Cinquecento gradini, vicoli stretti che ricordano le calli veneziane e scorci che ripagano di ogni fatica.
Poi uno sguardo all'orologio.
«Ragazze, è tardi!»
Giù di corsa verso il porto. La cena ci aspetta in una tipica taverna greca. Un po' di shopping, due passi sul lungomare e poi a nanna.
È vero, i porti spengono un po' quella magia che solo una rada sa regalare.
Ma anche loro, a modo loro, hanno un fascino tutto speciale.
Salutiamo il porto di Simi. La prua è rivolta verso Agios Emilianos.
La piccola cappella bianca sorge su un isolotto collegato a Simi da una sottile lingua di terra. Intorno solo mare cristallino, qualche albero a fare ombra al cortile e un panorama che sembra uscito da una cartolina.
Luoghi semplici, ma capaci di lasciare il segno.
Per il bagno scegliamo la spiaggia di Maroni, già conosciuta negli anni passati. Il richiamo dello snorkeling è troppo forte per resistere.
Maschera, pinne e boccaglio... e via.
In questi giorni abbiamo nuotato davvero tanto. Ormai non conto più i minuti ma le bracciate. Oggi sono circa ottocento.
Il fondale scende rapidamente come una parete, quasi fosse un piccolo reef. Nel blu incontriamo una razza, i nostri immancabili pesci trombetta e, ancora una volta, i lionfish, ormai sempre più presenti anche nelle acque del Dodecaneso.
Dopo pranzo la stanchezza prende il sopravvento e un sonnellino, cullati dal mare, diventa inevitabile.
All’improvviso un grido rompe il silenzio.
«Tartaruga!» urla Monica.
Per un attimo in tutta la baia si sente solo la sua voce. Assonnati ma curiosi ci tuffiamo tutti in acqua.
Eccola.
È grande. Riesco a nuotarle accanto per qualche istante, poi, con l’eleganza che solo lei possiede, si allontana lentamente nel blu. Ciao, cara amica. Sei decisamente più veloce di noi.
Il resto del pomeriggio torna a essere quello di sempre: tuffi da prua, all’indietro, a bomba.
Bambini al parco giochi.
Nel tardo pomeriggio salpiamo verso Datça, dove trascorreremo la notte.
Sarà l’ultima in rada. E vogliamo viverla fino in fondo, assaporando ogni istante di quel dolce rollio che, per quasi due settimane, ha accompagnato le nostre giornate e i nostri sogni.
Buona notte, marinai. ⛵️💙
Apro gli occhi e davanti a me si alza una parete di roccia a picco sul mare. Non avevo mai dormito così vicino a una scogliera.
Sono le sette e, questa mattina, abbiamo deciso di dedicarci un po’ di tempo.
Un saluto al sole, qualche respirazione e una breve meditazione per ritornare dentro di noi, ai nostri desideri e alla consapevolezza del qui e ora.
La vera spiritualità, in fondo, non è allontanarsi dalla vita.
È esserci.
Nelle piccole azioni quotidiane, nelle relazioni, nelle scelte, nel modo in cui attraversiamo ogni giornata.
Gratitudine.
Per essere qui.
Per essere insieme.
Per il mare che, ancora una volta, ci ha insegnato qualcosa. Ed è proprio per questo che auguro a tutti, almeno una volta nella vita, di vivere un’esperienza come questa.
Salpiamo dalla penisola della Datça e mettiamo la prua verso Cnido, antica città dove nacque quella medicina che oggi definiamo allopatica, fondata sull’osservazione e sulla razionalità.
Dal mare si distinguono il Tempio di Afrodite e quello di Apollo.
Li osserviamo in silenzio, senza scendere a terra.
Ci concediamo invece un bagno.
L’ultimo...
Ed è forse questo il momento in cui realizziamo davvero che il viaggio sta per finire.Nel pomeriggio riprendiamo la navigazione verso Kos, il porto da cui tutto era iniziato. La marina ci accoglie con un tramonto che sembra volerci salutare nel modo più bello.
Non abbiamo voglia che questa giornata finisca. Così scendiamo a terra e ci perdiamo tra i vicoli del centro, i piccoli negozi, il profumo della Grecia e il celebre albero di Ippocrate.
La movida ci riporta lentamente alla realtà. Ma il nostro cuore... Quello resta ancora là fuori, tra il blu dell’Egeo, il vento del Meltemi e il dolce rollio del mare.
Ciao Grecia.
Alla prossima avventura. ⛵️💙
Blogger @lulu
Il mare, le isole e le emozioni vissute a bordo raccolte in questi scatti.